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Per attività di volontariato si intende quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito senza fini di lucro alcuno. Questo in teoria. In pratica una percentuale altissima di volontari, parliamo dell’80-90%, aggira questa regola base con tutta una serie di trucchi e furberie per ottenere lucro e vantaggi dalla propria opera di volontario.

Questo blog vuole far conoscere al lettore ignaro, che crede alla favoletta del mondo del volontariato, tutto quanto di marcio si nasconde dietro

Legge n. 266 del 11 agosto 1991 1. Ai fini della presente legge per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà.
Si definiscono falsi volontari coloro che fingendosi volontari approfittano delle risorse destinate ai volontari per trarne vantaggio, andando quindi ad infrangere la regola che vuole il volontario non retribuito. Falsi volontari sono per esempio i depressi, che fanno volontariato per avere compagnia e qualcosa da fare, oppure i volontari delle ambulanze che celano la retribuzione con rimborsi spesa, o nacora i tanti volontari che raccolgono somme di denaro per i piu’ indigenti per poi trattenersi una parte per proprio guadagno personale.
Giugno: 2019
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