finti volontari: i depressi AUSER

sullo scalino piu’ in basso dei finti volontari troviamo i depressi, che fanno volontariato non per avere un tornaconto economico ma per avere un po’ di compagnia o qualcosa da fare

 

sono i finti volontari depressi che fanno volontariato per avere compagnia, qualcosa da fare, magari qualche soldino in nero Sono li’ non per dare, come da regolamento del volontario, ma per ricevere (abusando dei soldi messi generosamente a disposizione per chi veramente vuole aiutare senza tornaconti: per esempio la sede che viene loro data gratis o a costo simbolico)

una volontaria auser che si impegna per curare la propria depressione

(minuto 2.15) dopo la morte di mio marito son caduta in depressione. Nel 2006, ed un giorno ho sentito parlare di un convegno che c’era auser in corso magenta ed ho trovato il presidente auser Ed io ero in sala che piangevo Mi si è avvicinato ed ha voluto sapere il motivo per cui piangevo M’ha dato il biglietto da visita ed ha detto t’aspetto. Una mattina ho detto va be’ provo ad andare, anche se io non so casa fare. Cioe’.. Mi son presentata. Ho cominciato con la compagnia telefonica, vedendo la sofferenza che c’è veramente per me è stato un aprirmi, cioe’ di non pensare piu’ al mio problema e sono uscita dalla depressione

 

i volontari auser occupano il gradino piu’ basso dei finti volontari: imbrogliano il prossimo solo per avere un po’ di compagnia o qualcosa da fare

 

 

Pierpaolo Cagnasso, finto volontario

Pierpaolo Cagnasso, finto volontario. Ufficialmente non percepiva paga per il suo lavoro da presidente della CRI di Piossasco, nel torinese. Ma gestendo lui il denaro, aveva pensato bene di appropriarsi di ingenti somme, si parla di 400.000 euro, spostate direttamente sul proprio conto corrente oppure usate per acquistare auto, immobili, polizze assicurative. Qui siamo proprio agli opposti, figura come volontario (e beneficia dei vantaggi relativi, come per esempio la mancanza di controlli, di tasse, eccetera) ed invece è uno speculatore, con l’obiettivo di portarsi a casa quanto piu’ possibile.

Torino, presidente della Croce Rossa aveva sottratto 400.000 euro all’associazione

Pierpaolo Cagnasso, indagato per peculato e appropriazione indebita: denaro sarebbe servito per pagare casa, macchina, viaggi e «per mantenere un elevato tenore di vita»

Cagnasso, che di professione fa il titolare di una ditta pompe funebri, è sempre stato un “volontario” dell’associazione. Alla fine degli anni Novanta era stato denunciato per usurpazione di titolo. Si faceva chiamare “dottore” ma non lo era. Il caso, spiega il suo avvocato Giuseppe Portigliotti, è stato archiviato. «Anche perché – puntualizza il legale – lui non si è mai spacciato per medico, semplicemente quando gli scrivevano o dicevano “dottore”, non rettificava». Dopo quell’episodio, l’impresario di onoranze funebri era rimasto in Croce rossa, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di vicepresidente provinciale. Poi, aveva raggiunto la carica di presidente. E a Piossasco, rivela chi lo ha conosciuto, «aveva fondato un impero, con cinquanta persone sotto di sé, convenzioni stipulate con vari enti, anche pubblici, e moltissime spese sostenute». Quegli esborsi, mese dopo mese, sono diventati debiti. E la situazione di “rosso” è diventata drastica, fino al commissariamento. Secondo l’accusa, avrebbero influito nella “mala gestione” anche i prelievi illeciti che Cagnasso effettuò per sè, gestendo il comitato “in maniera quasi autoritaria”, racconta un collaboratore.

http://www.corriere.it/cronache/17_luglio_06/torino-presidente-croce-rossa-aveva-sottratto-400000-euro-all-associazione-6c84c802-627b-11e7-84bc-daac3beed6c1.shtml

 

i falsi vigili volontari

Joseph Antonio Perché non indagate sul falso volontariato del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco?(del quale faccio parte)
Personale inquadrato come Vigile Volontario mentre invece percepisce una regolare busta paga come la componente permanente, con tanto di posizione Inps e CUD a seguito… questo si che e’ uno scandalo , nonché una truffa ai danni dell’ Istituto di Previdenza che ormai va avanti da più di 20 anni !!!
Il Ministero dell Interno pero’ dice che siamo solo dei volontari e che non veniamo pagati !! La realtà è tutto il contrario. .. con tanto di documentazione ufficiale !
A disposizione per qualsiasi chiarimento !

il disoccupato e l’ambulanza

Un volontario apparentemente in regola con la legge è il tipico disoccupato che decide di fare una raccolta fondi per aiutare il prossimo tramite l’acquisto di una ambulanza. Apparentemente perché in realtà questi soggetti hanno le carte per potere fare la raccolta fondi, ma sono carte che rilasciano a chiunque senza nessun controllo (per esempio non c’è una confronto tra quanto incassato e quanto speso per l’ambulanza: ognuno può benissimo dichiarare di non incassare niente, per esempio, oppure mette la cifra che vuole, a piacere).

il disoccupato e l’ambulanza

un elemosinante che chiede soldi per un’ambulanza: sembra una situazione surreale ma purtroppo è la realtà di tanti banchetti ONLUS: basta un vestito decente ed il foglio di una ONLUS e nessuno si accorgerà di avere a che fare con un questuante

 

Naturalmente non essendoci nessun controllo la maggior parte dei soldi che raccoglie finiscono nelle sue tasche. Se poi la cosa va avanti e si raccolgono parecchi soldi va a finire che alla fine si compera davvero un’ambulanza, per potere continuare a perpetuare la truffa e continuare a chiedere soldi per il proprio guadagno personale. Molte associazioni di volontariato sono nate così: disoccupati che per racimolare due soldi hanno poi fondato delle vere e proprie ONLUS che arrivano a macinare miglaiaia ma anche milioni di euro ogni anno.

Quanto si guadagna con questo metodo: un disoccupato con un piccolo banchetto tra i 40 ed i 100 euro al giorno.

Poi ci sono anche quelli che fanno raccolta fondi non avendo proprio nessuna carta di nessuna ONLUS: sono gli unici ad essere perseguiti e denunciati. Appena il vigile vede il foglio di carta con su scritto ONLUS invece si blocca: finiscono lì i suoi controlli, anche se magari è una ONLUS formata da una sola persona disoccupata che vive arrangiandosi, chiaro preludio alla truffa.

Emergency, finta associazione di volontariato

Ci sono i finti volontari e ci sono le finte associazioni di volontariato, Emergency è una di queste. Sotto due esempi, un incontro nazionale ed una raccolta fondi, dove Emergency viene presentata come costituita da volontari, omettendo di citare il personale retribuito. In questa maniera si è portati a pensare che quelli di Emergency siano tutti volontari, tanto che molti pensano che Gino Strada e sua figlia, per esempio, lavorino gratis. Questo perché le donazioni si mandano più volentieri a dei volontari che non a dei professionisti (anzi molti non donerebbero neanche sapendo che si tratta di una normale associazione profit). Stesso risultato ottenete se provate a visitare il sito di Emergency: non c’è traccia dei compensi mensili di dottori e manager. Se volete andare oltre e telefonare alla sede, il risultato non cambia: gli operatori vi rispondono gentilmente che non sono tenuti a dichiarare le cifre delle paghe mensili degli operatori Emergency.

 

Durante i tre giorni dell’Incontro Nazionale Emergency, insieme ai volontari, ai collaboratori, agli ospiti e alle migliaia di partecipanti, verranno affrontati temi di ampio respiro come la contrarietà alla guerra, il diritto alla cura e alla sanità gratuita altamente specializzata.

 

banchetto volontari

Tutte le iniziative dei volontari sul territorio Emergency è presente attraverso i suoi gruppi su tutto il territorio italiano con eventi, conferenze, banchetti informativi e di raccolta fondi, incontri pubblici e altre iniziative: leggi tutte le iniziative previste nelle prossime settimane.

 

un banchetto raccolta fondi: incontrerete solo volontari, non c’è traccia dei dipendenti di Emergency (in realtà ci sono ma nascosti, non amano mostrarsi)

i vestiti usati

i trucchi dei finti volontari: la vendita di vestiti usati. Nell’immagine un cassonetto della Unione Italiana Ciechi, leggendo si intende che i capi saranno riutilizzati oppure riciclati. Parlando invece con l’operatore che effettua la raccolta vi confermerà un’altra verità: i capi migliori vengono spediti in Germania e venduti per trarne profitto (mascherato da raccolta fondi necessaria per il funzionamento dell’ente)

 

https://www.falsivolontari.it/wp-content/uploads/2017/06/Il-business-milionario-degli-abiti-usati-Inchieste-la-Repubblica.pdf

 

falsi volontari: gli scontrinisti

Gli scontrinisti: reclamano un lavoro ma loro stessi infrangono la legge, essendo iscritti come volontari e facendosi pagare con i rimborsi spesa

scontristi: adesso reclamano il loro essere un lavoro, ma per 10 anni hanno preso in media 500 euro mensili in nero

 

Falsi volontari: gli scontrinisti. Nell’immagine una loro protesta, in cui reclamano il loro essere lavoratori e non volontari. Ma per anni hanno preso soldi in nero, sono stati inseriti  in organico come volontari percependo dai 400 ai 600 euro mensili, con il metodo dei rimborsi: erano dunque complici della truffa. In pratica raccoglievano scontrini buttati via e poi li presentavano per un tipico trucco da falso volontario, aggirare la norma che non prevede paga mascherandola da rimborso spese. Lo stesso trucco che viene attualmente usato dalla maggioranza dei volontari delle ambulanze o delle ONLUS in generale.

 

 

Grazie a una norma del 2007  e attraverso una convenzione con il ministero dei beni culturali con l’allora titolare Giovanna Melandri, quasi un centinaio gli scontrinisti dell’associazione Avaca si sono avvicendati nell’arco di più di una decina d’anni per svolgere quotidianamente una serie di servizi indispensabili, questo nella biblioteca nazionale di Roma. Attualmente, a seguito del polverone sollevato per i rimborsi ai volontari, il servizio volontari è stato sospeso.

 

biblioteca nazionale -Roma-

 

“Gli scontrinisti? Sono dei raccomandati e ci sono associazioni che fanno i milioni sulla pelle dei volontari” di Gaetano Rastelli, il sindacalista e presidente dell’associazione che dà loro i rimborsi spese

https://www.falsivolontari.it/wp-content/uploads/2017/06/Gli-scontrinisti_-Sono-dei-raccomandati-e-ci-sono-associazioni-che-fanno-i-milioni-sulla-pelle-dei-volontari_-Repubblica.pdf

volontari e professionisti

Le associazioni di volontariato sono un pò come quest’uomo a mezza barba

Il vezzo è quella mezza barba sul viso. Il suo nome e Gianmarco Tamberii, ha 23 anni ed è marchigiano. Il suo nome in codice è “tsunami” come lo ha chiamato su Twitter, il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioline per congratularsi con l’atleta delle Fiamme Gialle che, con 2,34 metri, ha stabilito il record italiano all’aperto di salto in alto al Meeting di Colonia in Germania.

 

Perché nelle associazioni di volontariato sono presenti due categorie incompatibili tra di loro: i volontari ed i professionisti, agli estremi opposti dell’intendere il lavoro: i primi a paga zero per questioni di solidarietà ed i secondi a trarne il massimo profitto possibile

 

Tra l’altro mostrare solo i volontari di una associazione di volontari come capita nella stragrande maggioranza dei casi prefigura il reato di pubblicità ingannevole, perché se guardate la foto vi aspettereste che l’altra metà della faccia sia anch’essa senza barba; alla stessa maniera se guardate un’associazione in cui vi vengono mostrati solo dei volontari vi aspettereste che sia formata tutta da volontari, non pensate che dentro ci sono dei professionisti che abusano dei soldi donati pensando di darli a dei volontari

come guadagnare con una ONLUS, l’avvocato

Uno dei metodi più usati per lucrare da una ONLUS è l’avvocato, una figura professionale che viene proposta a chi ha problemi di natura legale e si rivolge ad uno dei tanti sportelli che si dichiarano GRATIS in vetrina. Solo in vetrina però, è un po’ uno specchietto per allodole perché di gratis ci sono solo i servizi essenziali, poi si viene dirottati verso un avvocato di fiducia (a pagamento) della ONLUS .

In questa maniera si hanno due tipi di guadagno: quello dell’avvocato che percepisce la sua parcella e già qui si va contro le regole della ONLUS di non avere lucro. C’è né poi uno più sommerso, meno evidente a chi guarda questa realtà dal di fuori, la percentuale che di solito questi avvocati riconoscono alle ONLUS per i clienti procacciati in questa maniera, generalmente il 20% della loro parcella se è un avvocato esterno. Altre volte l’avvocato è parte integrante della ONLUS e si rinuncia alla percentuale.

Tutto questo alla faccia dello statuto che recita “ente senza fini di lucro”

http://www.mindomo.com/pricing.htm

Le ONLUS di questo tipo sono un po’ come quelle software house che propongono una versione base, limitata, e poi delle versioni più complete a pagamento.

Questa è una loro tipica locandina:

“Lo Sportello di consulenza legale è un servizio gratuito con la funzione di dare alle famiglie ed agli operatori le necessarie informazioni e precisazioni, per chiarire dubbi e perplessità in materia di ...”

Poi una volta dentro scoprite che gratis è solo la consulenza, se volete l’avvocato lo pagate come in qualsiasi ufficio legale…