Pierpaolo Cagnasso, finto volontario

Pierpaolo Cagnasso, finto volontario. Ufficialmente non percepiva paga per il suo lavoro da presidente della CRI di Piossasco, nel torinese. Ma gestendo lui il denaro, aveva pensato bene di appropriarsi di ingenti somme, si parla di 400.000 euro, spostate direttamente sul proprio conto corrente oppure usate per acquistare auto, immobili, polizze assicurative. Qui siamo proprio agli opposti, figura come volontario (e beneficia dei vantaggi relativi, come per esempio la mancanza di controlli, di tasse, eccetera) ed invece è uno speculatore, con l’obiettivo di portarsi a casa quanto piu’ possibile.

Torino, presidente della Croce Rossa aveva sottratto 400.000 euro all’associazione

Pierpaolo Cagnasso, indagato per peculato e appropriazione indebita: denaro sarebbe servito per pagare casa, macchina, viaggi e «per mantenere un elevato tenore di vita»

Cagnasso, che di professione fa il titolare di una ditta pompe funebri, è sempre stato un “volontario” dell’associazione. Alla fine degli anni Novanta era stato denunciato per usurpazione di titolo. Si faceva chiamare “dottore” ma non lo era. Il caso, spiega il suo avvocato Giuseppe Portigliotti, è stato archiviato. «Anche perché – puntualizza il legale – lui non si è mai spacciato per medico, semplicemente quando gli scrivevano o dicevano “dottore”, non rettificava». Dopo quell’episodio, l’impresario di onoranze funebri era rimasto in Croce rossa, fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di vicepresidente provinciale. Poi, aveva raggiunto la carica di presidente. E a Piossasco, rivela chi lo ha conosciuto, «aveva fondato un impero, con cinquanta persone sotto di sé, convenzioni stipulate con vari enti, anche pubblici, e moltissime spese sostenute». Quegli esborsi, mese dopo mese, sono diventati debiti. E la situazione di “rosso” è diventata drastica, fino al commissariamento. Secondo l’accusa, avrebbero influito nella “mala gestione” anche i prelievi illeciti che Cagnasso effettuò per sè, gestendo il comitato “in maniera quasi autoritaria”, racconta un collaboratore.

http://www.corriere.it/cronache/17_luglio_06/torino-presidente-croce-rossa-aveva-sottratto-400000-euro-all-associazione-6c84c802-627b-11e7-84bc-daac3beed6c1.shtml

 

il disoccupato e l’ambulanza

Un volontario apparentemente in regola con la legge è il tipico disoccupato che decide di fare una raccolta fondi per aiutare il prossimo tramite l’acquisto di una ambulanza. Apparentemente perché in realtà questi soggetti hanno le carte per potere fare la raccolta fondi, ma sono carte che rilasciano a chiunque senza nessun controllo (per esempio non c’è una confronto tra quanto incassato e quanto speso per l’ambulanza: ognuno può benissimo dichiarare di non incassare niente, per esempio, oppure mette la cifra che vuole, a piacere).

il disoccupato e l’ambulanza

un elemosinante che chiede soldi per un’ambulanza: sembra una situazione surreale ma purtroppo è la realtà di tanti banchetti ONLUS: basta un vestito decente ed il foglio di una ONLUS e nessuno si accorgerà di avere a che fare con un questuante

 

Naturalmente non essendoci nessun controllo la maggior parte dei soldi che raccoglie finiscono nelle sue tasche. Se poi la cosa va avanti e si raccolgono parecchi soldi va a finire che alla fine si compera davvero un’ambulanza, per potere continuare a perpetuare la truffa e continuare a chiedere soldi per il proprio guadagno personale. Molte associazioni di volontariato sono nate così: disoccupati che per racimolare due soldi hanno poi fondato delle vere e proprie ONLUS che arrivano a macinare miglaiaia ma anche milioni di euro ogni anno.

Quanto si guadagna con questo metodo: un disoccupato con un piccolo banchetto tra i 40 ed i 100 euro al giorno.

Poi ci sono anche quelli che fanno raccolta fondi non avendo proprio nessuna carta di nessuna ONLUS: sono gli unici ad essere perseguiti e denunciati. Appena il vigile vede il foglio di carta con su scritto ONLUS invece si blocca: finiscono lì i suoi controlli, anche se magari è una ONLUS formata da una sola persona disoccupata che vive arrangiandosi, chiaro preludio alla truffa.

i falsi volontari delle ambulanze

 

una della categorie più gettonate per i finti volontari è quella delle ambulanze. La quasi totalità dei volontari che vedete in servizio sulle ambulanze delle associazioni di volontariato sono pagati in nero, molto spesso con trucchi come quello del rimborso spese, per cui in media si portano a casa 500 euro mensili.