scontrinisti, finti volontari

falsi volontari: gli scontrinisti

Gli scontrinisti: reclamano un lavoro ma loro stessi infrangono la legge, essendo iscritti come volontari e facendosi pagare con i rimborsi spesa

scontristi: adesso reclamano il loro essere un lavoro, ma per 10 anni hanno preso in media 500 euro mensili in nero

 

Falsi volontari: gli scontrinisti. Nell’immagine una loro protesta, in cui reclamano il loro essere lavoratori e non volontari. Ma per anni hanno preso soldi in nero, sono stati inseriti  in organico come volontari percependo dai 400 ai 600 euro mensili, con il metodo dei rimborsi: erano dunque complici della truffa. In pratica raccoglievano scontrini buttati via e poi li presentavano per un tipico trucco da falso volontario, aggirare la norma che non prevede paga mascherandola da rimborso spese. Lo stesso trucco che viene attualmente usato dalla maggioranza dei volontari delle ambulanze o delle ONLUS in generale.

 

 

Grazie a una norma del 2007  e attraverso una convenzione con il ministero dei beni culturali con l’allora titolare Giovanna Melandri, quasi un centinaio gli scontrinisti dell’associazione Avaca si sono avvicendati nell’arco di più di una decina d’anni per svolgere quotidianamente una serie di servizi indispensabili, questo nella biblioteca nazionale di Roma. Attualmente, a seguito del polverone sollevato per i rimborsi ai volontari, il servizio volontari è stato sospeso.

 

biblioteca nazionale -Roma-

 

“Gli scontrinisti? Sono dei raccomandati e ci sono associazioni che fanno i milioni sulla pelle dei volontari” di Gaetano Rastelli, il sindacalista e presidente dell’associazione che dà loro i rimborsi spese

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